Il restauro della Piramide di Caio Cestio

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Dopo circa 2000 anni e 10 anni di studi e ricerche, ma dopo solo 8 mesi dalla manifestazione di volontà di un illuminato mecenate, inizia il restauro dei 4 fronti della Piramide, uno dei monumenti più emblematici e misteriosi dell’antichità di Roma.

Il 26 marzo 2012 la società YAGI TSUSHO LTD, nella persona del Presidente Yuzo Yagi, ha firmato con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma un accordo di donazione spontanea per il restauro della Piramide di Caio Cestio. L’elargizione liberale si è concretizzata in una gara per l’appalto dei lavori da parte della Soprintendenza, secondo i disposti di legge, sulla base di un progetto redatto dall’Arch. Maria Grazia Filetici e dalla Dott.sa Rita Paris. Dal 26 novembre sono iniziate le opere di cantiere per montare il ponteggio e poter eseguire i lavori di restauro.

La Piramide, tomba di Caio Cestio, uno dei 7 Sacerdoti Epuloni dell’Imperatore Augusto, è stata avvolta nei secoli dal mistero del suo contenuto: l’urna che custodiva le ceneri del defunto è stata infatti sottratta dalla camera sepolcrale in un momento non noto e si sono perdute anche le statue di bronzo che ritraevano Caio Cestio, collocate all’esterno. Il restauro e le ricerche del progetto in corso forniranno ulteriori elementi sulla storia della costruzione di questo monumento funerario che Caio volle a somiglianza delle Piramidi egizie, costruito per volontà testamentaria in soli 330 giorni.

Lo Stato italiano restituisce così alla Piramide il meritato decoro, grazie alla sensibilità di un mecenate giapponese, a testimonianza di una coscienza culturale universale di cui si può essere orgogliosi.

In questa pagina si forniranno le informazioni principali sui lavori in corso, in modo da rendere partecipi tutti gli interessati dell’opera che si sta realizzando.

LA PIRAMIDE. I LATI FONDAMENTALI DEL MONUMENTO

La Piramide è la tomba monumentale di Caio Cestio, magistrato romano e membro di un collegio sacerdotale, costruita fra il 18 e il 12 a.C. sulla Via Ostiense, strada di grande transito che conduceva al porto di Roma.
La sua forma è ispirata al gusto esotico dell’architettura egizia, diffusosi a Roma dopo la conquista dell’Egitto del 30 a.C. Il monumento, tuttavia, è stato edificato in questo luogo secondo la tecnica costruttiva romana.
Le mura difensive della città costruite dall’imperatore Aureliano tra il 272 e il 279 hanno inglobato la Piramide salvandola dalla distruzione toccata ad altre costruzioni simili.

Le misure della Piramide sono 29,50 metri alla base (100 piedi romani), 36,40 metri nell’altezza (125 piedi romani). È stata realizzata in opera cementizia rivestita di blocchi di marmo di Carrara solo appoggiati al nucleo, senza ammorsature.
Nel 1663 la Piramide fu oggetto di scavi e di un restauro generale ad opera di papa Alessandro VII. L’intervento di restauro in corso riguarda i quattro fronti e consiste nel restauro conservativo delle superfici di marmo e nella messa in sicurezza delle forti deformazioni del rivestimento.

La camera funeraria interna ha le pareti dipinte con riquadri a fondo bianco in cui sono Vittorie alate che recano offerte votive alternate a vasi per cerimonie.
La legge del 18 a.C. sulla limitazione alla ostentazione del lusso nelle tombe aveva impedito di porre oggetti preziosi all’interno della tomba; in cambio furono poste statue di bronzo del defunto all’esterno, con iscrizioni che ricordano queste notizie.

L'urna che conteneva le ceneri di Caio Cestio non è stata trovata. Forse è stata sottratta durante gli scassi praticati già in epoca medioevale da parte di cercatori di tesori.
Resta un mistero ancora oggi se all’interno del monumento vi sia una seconda camera, come è stato da sempre immaginato.

Credits

Data di pubblicazione: 
20 Dicembre, 2012