Vigna Barberini

Vigna Barberini

La ex Vigna Barberini (m.110 x 150), costruita su  alte sostruzioni in laterizio, è posta sul versante orientale del Palatino,  in posizione panoramica sulla valle del Colosseo. Risultato di un lento raggruppamento di proprietà compiuto tra il XV e il XVII secolo dai Capranica prima  e dai Barberini poi, la Vigna fu annessa al parco archeologico del Palatino-Foro Romano nel 1909.

Gli scavi, iniziati negli anni Trenta  da Alfonso Bartoli, misero in luce le fondazioni di un tempio (m.60 x40), identificato con quello del Sole, costruito dall’imperatore Elagabalo, che vi raccolse le reliquie più sacre della storia di Roma, tra cui il Palladio. Questo spiegherebbe la denominazione “Pallara” assunta dalla zona nel Medioevo. Si accedeva alla terrazza del tempio per mezzo di un ingresso monumentale detto Pentapylum, i cui resti sono da riconoscere in quelli ancora oggi visibili lungo il confine tra via di S. Bonaventura  e la Vigna.

Gli scavi, ripresi a partire dalla metà degli anni Ottanta, in collaborazione con l’Ecole Francaise de Rome, hanno messo in luce importanti strutture che vanno dal IX secolo a.C  fino all’età tarda, e hanno definitivamente chiarito che la terrazza era occupata fin dall’età neronina da uno dei nuclei del Palazzo.     In base agli estesi resti di giardino evidenziati dalle indagini, con messa a coltura di essenze in vasi disposti a filari, si è più volte ipotizzato che qui sorgessero gli Adonaea o Giardini di Adone, di cui ci parlano le fonti antiche (Apollonio di Tyana), come esistenti all’interno del Palazzo di Domiziano. 

Si è deciso di reinterrare gli scavi, terminati per il Giubileo, anche per mantenere al luogo quell’atmosfera idillica e campestre, che tuttora  conserva e che ne costituisce forse il fascino principale.

Sull’angolo nord della Vigna Barberini si trova la chiesetta di S. Sebastiano,  che poggia in parte sul basamento del tempio di Elagabalo, nel luogo dove, secondo la tradizione, fu martirizzato il santo. Sul lato meridionale della terrazza, impostata su una grande cisterna e sulle strutture del palazzo imperiale, sorge la chiesa di S. Bonaventura con l’annesso convento, costruita dal Cardinale Francesco Barberini nel 1625.