La Certosa e il Chiostro di Michelangelo

Il Chiostro di Michelangelo

Nel 1561, il Papa Pio IV concesse i resti delle Terme ai Certosini attribuendo loro il ruolo di conservatori delle rovine. I lavori per la trasformazione del complesso iniziarono immediatamente e fu verosimilmente Michelangelo a delineare l’impianto generale dell’edificio monastico (anche se l’impianto della Certosa e i dettagli si attribuiscono a Jacopo del Duca). In seguito all’atto di donazione del papa Clemente VIII nel 1595, fu iniziata la costruzione del nuovo convento che fu realizzato secondo lo schema canonico dell’Ordine: un chiostro grande, un chiostro piccolo e le casette per i monaci.

Il chiostro grande, detto di Michelangelo, fu inserito tra il corpo centrale delle Terme e il lato settentrionale del suo recinto

Il chiostro piccolo fu ricavato a destra del presbiterio della nuova chiesa, nel luogo dell’antica natatio; le abitazioni, invce, erano disposte sul lato ovest lontano del musro operimetrale e lungo il perimetro del chiostro grande.

Il Chiostro è comunemente noto come Chiostro di Michelangelo, per la diffusa idea che l’artista lo avrebbe realizzato insieme alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri; in realtà è più probabile ritenere che egli abbia realizzato i disegni preparatori e che abbia partecipato solo alle fasi iniziali della costruzione prima della sua morte nel 1564, anche considerando che la data di inizio lavori iscritta sulla colonna angolare di fronte al portone di accesso è quella del 1565.

Con i suoi 10.000 metri quadrati di superficie e i suoi bracci di 100 metri, scanditi ciascuno da 100 colonne monolitiche, il Chiostro di Michelangelo è uno dei più grandi d’Italia; lungo le ali, originariamente concepite come passaggi coperti della Certosa, sono oggi esposte sculture, sarcofagi, altari e basi di statue dell’età imperiale.