Museo Nazionale Romano - Terme di Diocleziano

Le Terme di Diocleziano
Estese tra il Viminale e il Quirinale su una superficie di oltre 13 ettari, le Terme di Diocleziano sono il più grandioso complesso termale mai costruito nel mondo romano. Edificate tra il 298 e il 306 d.C., le Terme furono trasformate a partire dal 1562 da Michelangelo che vi realizzò la Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri Cristiani e diede l’avvio alla realizzazione della Certosa occupando numerosi altri ambienti. Il complesso era formato da un vasto recinto esterno con l’ingresso principale sull’asse dell’attuale via Gaeta; a questo corrispondeva, sul lato opposto, un’enorme esedra con gradinate, forse usata per spettacoli teatrali, ricalcata da Koch nella realizzazione di Piazza della Repubblica, nota appunto come Piazza Esedra. Ai lati del recinto erano due sale circolari riconoscibili, la prima all’inizio di via del Viminale, accanto alla Casa del Passeggero: su di essa è apposta l’iscrizione del papa Clemente XI che ricorda la sua inclusione nei granai. Interamente conservata l’altra rotonda dove, tra il 1598 e il 1600, fu collocata la chiesa di S. Bernardo alle Terme. Dal recinto si accedeva al giardino (xystus) al centro del quale si trovava il complesso termale vero e proprio, costituito dagli ambienti riscaldati, il frigidarium, il tepidarium  e il calidarium; il tepidarium e il frigidarium sopravvivono oggi nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, mentre del calidarium resta solo il muro curvilineo che forma la caratteristica facciata concava della Basilica. Ai lati del corpo centrale erano disposte, in modo simmetrico, due vaste palestre e una serie di ampi ambienti, le cosiddette Grandi Aule che progressivamente si stanno restaurando e aprendo al pubblico. Il percorso di visita si snoda tra gli ambienti delle Terme e comprende il Museo Epigrafico, con i suoi tre piani dedicati alla comunicazione nel mondo romano, e il Museo Protostorico, con i materiali di epoca protostorica provenienti dal Lazio.

Il Chiostro di Michelangelo su Street View

Orari, biglietti, servizi
Orario: 
Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19.30. Chiuso il lunedì (eccetto lunedì in Albis e durante la settimana della cultura), 1 gennaio, 25 dicembre.
La biglietteria chiude alle 18.30.
Biglietti: 
MUSEO NAZIONALE ROMANO biglietto unico valido 3 giorni per 4 siti (Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, Crypta Balbi, Terme di Diocleziano).
Intero € 7,00.
Ridotto € 3,50 per i cittadini dell'Unione Europea tra i 18 e i 24 anni e per i docenti dell'Unione Europea.
In caso di mostra in una qualsiasi delle sedi del Museo Nazionale Romano (anche diversa da questa), il costo del biglietto viene aumentato di 3 euro.
Gratuito  per i visitatori di età inferiore ai 18 anni.
Prenotazioni: 
Numero per le prenotazioni: +39.06.39967700 (lunedì-sabato 9-13.30 e 14.30-17); coopculture
Numero del Museo: +39.06.477881
Direttore: 
Rosanna Friggeri
Percorso: 
Viale Enrico De Nicola, 79, Roma, RM, Lazio 00185, Italia
Trasporti pubblici: 
Bus C2, H, 36, 38, 40, 64, 86, 90, 92, 105, 170, 175, 217, 310, 360, 714, 910 – Metro Linea A e B fermata Termini

Le Grandi Aule

Intorno al corpo centrale delle Terme, costituito dagli ambienti riscaldati del calidarium e tepidarium, e dal frigidarium, sono disposte le cosiddette “Grandi Aule”; si tratta di ambienti con funzioni diverse,  le cui ampie dimensioni suggeriscono, sia pur in minima parte, la grandiosità dell’intero complesso.

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L'Aula VIII

Con i suoi 900 metri quadrati, l’Aula VIII è una delle più ampie di tutto il complesso. Originariamente decorata con preziosi marmi colorati, era coperta da ampie volte a crociera sorrette da poderosi pilastri; nel lato settentrionale, colonne e pilastri sostenevano invece una serie di arcate aperte sul lato breve della piscina scoperta, la natatio.
Oggi espone gli unici elementi superstiti della decorazione architettonica delle Terme.

In fondo all’Aula è ricostruito il portale bugnato della Certosa, testimonianza del reimpiego dei materiali delle Terme di Diocleziano. Il retro delle bugne inferiori rivela la loro originaria appartenenza alla decorazione architettonica del monumento antico: si riconoscono infatti parte di un capitello e di una cornice.

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La natatio

Era la vasta piscina scoperta del complesso, con una superficie di circa 4000 metri quadrati e una profondità di 1 metro. La facciata monumentale, rivestita di marmi colorati e mosaici e costituita da nicchie colossali rettangolari e semicircolari, era realizzata sul modello delle scene dei teatri. Alla fine del Cinquecento circa un terzo della superficie fu occupato dalla costruzione del Chiostro piccolo della Certosa; oggi inoltre la facciata è interrotta dal presbiterio di Santa Maria degli Angeli.

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L'aula X

L'aula X

L’aula aveva probabilmente la funzione di atrio di accesso. Di  forma rettangolare, è coperta da tre imponenti volte a crociera; lungo le pareti sono ricavate numerose nicchie destinate ad accogliere statue e altri elementi decorativi. Ospita oggi tre sepolcri provenienti da diverse aree: la Tomba cosiddetta dei Platorini, rinvenuta alla fine dell’Ottocento tra Ponte Sisto e via della Lungara, e due tombe provenienti dalla necropoli della via Portuense,  la Tomba dei Platorini, la Tomba dei Dipinti e la Tomba degli Stucchi.

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L'Aula XI

La grande aula, originariamente coperta da una lunga volta a botte, fungeva da conserva d’acqua per le esigenze dell’annessa grande piscina scoperta, la natatio. Espone al centro il grande mosaico pavimentale proveniente dalla cosiddetta Villa di Nerone di Anzio raffigurante Ercole e Acheloo.
Sulla parete sinistra si trova il mosaico da un’area sepolcrale della via Appia con uno scheletro e il motto dell’oracolo delfico “conosci te stesso”.

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La sala del Plastico

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La Certosa e il Chiostro di Michelangelo

Il Chiostro di Michelangelo

Nel 1561, il Papa Pio IV concesse i resti delle Terme ai Certosini attribuendo loro il ruolo di conservatori delle rovine. I lavori per la trasformazione del complesso iniziarono immediatamente e fu verosimilmente Michelangelo a delineare l’impianto generale dell’edificio monastico (anche se l’impianto della Certosa e i dettagli si attribuiscono a Jacopo del Duca). In seguito all’atto di donazione del papa Clemente VIII nel 1595, fu iniziata la costruzione del nuovo convento che fu realizzato secondo lo schema canonico dell’Ordine: un chiostro grande, un chiostro piccolo e le casette per i monaci.

Il chiostro grande, detto di Michelangelo, fu inserito tra il corpo centrale delle Terme e il lato settentrionale del suo recinto

Il chiostro piccolo fu ricavato a destra del presbiterio della nuova chiesa, nel luogo dell’antica natatio; le abitazioni, invce, erano disposte sul lato ovest lontano del musro operimetrale e lungo il perimetro del chiostro grande.

Il Chiostro è comunemente noto come Chiostro di Michelangelo, per la diffusa idea che l’artista lo avrebbe realizzato insieme alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri; in realtà è più probabile ritenere che egli abbia realizzato i disegni preparatori e che abbia partecipato solo alle fasi iniziali della costruzione prima della sua morte nel 1564, anche considerando che la data di inizio lavori iscritta sulla colonna angolare di fronte al portone di accesso è quella del 1565.

Con i suoi 10.000 metri quadrati di superficie e i suoi bracci di 100 metri, scanditi ciascuno da 100 colonne monolitiche, il Chiostro di Michelangelo è uno dei più grandi d’Italia; lungo le ali, originariamente concepite come passaggi coperti della Certosa, sono oggi esposte sculture, sarcofagi, altari e basi di statue dell’età imperiale.

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Ritratto del monaco Fercoldo

Ritratto del monaco certosino Fercoldo. Chiostro di Michelangelo, ala I.

La parte interna della prima porta che si affaccia sul chiostro presenta la raffigurazione ad olio del certosino Fercoldo, padre del Papa Clemente IV.

Fercoldo, morto nel 1265, aveva preso i voti alla morte della moglie.

Il dipinto è firmato da Filippo Balbi (1806-1890) che lo realizzò nel 1855.

Il Museo Epigrafico

Pianta del Museo Epigrafico

Le iscrizioni accompagnano il lungo cammino della civiltà romana dalla nascita della città di Roma fino alla fine dell’impero e rappresentano oggi un potente mezzo per illustrare gli aspetti sociali, politico-amministrativi, economici e religiosi del mondo antico.

Il Museo Nazionale Romano vanta una delle collezioni epigrafiche più importanti e ricche del mondo con un patrimonio di circa 10.000 iscrizioni; la raccolta, formata da collezioni storiche (come quelle del Museo Kircheriano) e dai reperti provenienti dai grandi interventi per la costruzione di Roma Capitale, si arricchisce ancora oggi dei materiali rinvenuti nel territorio dell’area comunale romana.

Nei tre piani espositivi del Museo, nel Chiostro Michelangiolesco e nel Giardino dei Cinquecento sono esposti più di mille reperti, comprendenti non solo iscrizioni di varia tipologia, ma anche sculture, bassorilievi, oggetti votivi e relativi alla vita quotidiana.

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Il Chiostro piccolo della Certosa di Santa Maria degli Angeli

Il Chiostro piccolo della Certosa di Santa Maria degli Angeli occupa un’ampia parte della natatio, la piscina scoperta del complesso; un tempo filtro tra la Basilica e il Chiostro Michelangiolesco, il Chiostro piccolo ha rivelato, durante il restauro, la presenza di un inedito affresco raffigurante Cristo sorretto dagli angeli tra il Papa Pio IV, promotore della fondazione della Basilica e del Chiostro, e un Certosino, probabilmente San Brunone, fondatore dell’Ordine.
Espone oggi alcuni preziosi documenti relativi ai culti rifondati da Augusto nell’ambito della sua politica religiosa: i rendiconti del collegio sacerdotale dei Fratelli Arvali e la ricostruzione dei pilastri dei Ludi saeculares indetti da Augusto e da Settimio Severo.

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Fratelli arvali

Il collegio dei Fratelli Arvali era addetto al culto di Dea Dia, divinità della luce benefica che favoriva la maturazione delle messi. I riti compiuti nel corso dell’anno, e in particolare in occasione dei tre giorni della festività principale che si teneva in maggio, venivano registrati sulle lastre marmoree di rivestimento degli edifici del santuario, situato nell’attuale quartiere di Magliana Vecchia. I documenti rappresentano una preziosa testimonianza delle pratiche religiose nel mondo romano dall’età di Augusto a quella di Diocleziano

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Ludi saeculares

I Ludi saeculares erano cerimonie complesse che comprendevano sacrifici e rappresentazioni sceniche; si tenevano alla fine di ogni saeculum, un periodo che equivaleva a 100 anni, ossia la massima durata di una vita umana. La preparazione delle cerimonie e il loro svolgimento erano registrate su un pilastro di bronzo e uno di marmo; dei pilastri marmorei restano numerosi frammenti qui ricomposti.

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Il Museo Protostorico

Il Museo Protostorico.

Allestita nel secondo piano del Chiostro di Michelangelo, la Sezione Protostorica del Museo Nazionale Romano riunisce le testimonianze archeologiche sulle fasi più antiche della cultura che emerge in tutto il Lazio antico nella tarda protostoria fra XI-X e inizi del VI secolo a.C. (fine dell’età del Bronzo, prima età del Ferro e periodo orientalizzante).

La prima parte dell’esposizione riguarda la cultura Laziale e il territorio del cosiddetto Latium Vetus (a sud del Tevere con al centro i Colli Albani); attraverso i materiali archeologici vengono ricostruiti la struttura sociale, l’economia, la religione, l’ideologia, l’organizzazione territoriale e politica, i rapporti con le regioni vicine. Intorno alla metà dell’VIII secolo, quando si colloca tradizionalmente la nascita di Roma, le comunità del Lazio passarono da un’organizzazione di tipo tribale al primo emergere di città stato; un’ulteriore profonda trasformazione fu stimolata dai rapporti con le regioni vicine, l’Etruria a nord, ricca di metalli e più avanzata sul piano economico, sociale e politico, e la Campania a sud dove, nell’VIII secolo, iniziò la colonizzazione greca.

Nella seconda parte dell’esposizione sono presentati i singoli centri del territorio di Roma: i materiali esposti provengono tutti da scavi recenti. vi si trovano rappresentati il comprensorio di Osteria dell’Osa-Castiglione, in cui si svilupperà la città latina di Gabii, e alunni centri minori: Castel di Decima, Acqua Acetosa Laurentina, Fidene, Crustumerium, La Rustica.

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