Museo delle Navi

Interno museo, Chiatte fluviali "Fiumicino 1 e 2"

All’interno del Museo delle Navi sono esposti i resti di cinque imbarcazioni (più frammenti di fiancata di altre due) databili dal II al V secolo d.C. I relitti furono riportati in luce tra il 1958 ed il 1965 in occasione dei lavori di costruzione dell’Aeroporto internazionale “Leonardo da Vinci”.

Delle imbarcazioni si conservano soltanto le strutture del fondo che, ricoperte dai sedimenti marini, hanno resistito all’azione distruttrice dell’acqua, della flora e della fauna marine.

Le navi erano collocate all’interno del porto fatto costruire dall’imperatore Claudio nel I sec.d.C., in un’ area compresa tra il luogo di costruzione del museo e i resti del molo settentrionale del bacino portuale. In tale area, collocata in posizione marginale e soggetta ad insabbiamento, si trovava un vero e proprio “cimitero navale” dove venivano abbandonate le imbarcazioni troppo malridotte per prestare ancora servizio.

Delle cinque imbarcazioni meglio conservate, due (Fiumicino 1 e 2) sono identificabili con le naves caudicariae note dalle fonti antiche. Le caudicarie, sorta di grosse chiatte fluviali, erano impiegate per il trasporto delle merci dal porto marittimo ai porti fluviali di Roma. Queste chiatte, prive di vele, erano trainate mediante funi da uomini ( gli helciarii citati dalle fonti classiche) o da buoi che procedevano sulla riva del Tevere. Questo sistema di propulsione, chiamato alaggio, fu utilizzato fino alla fine del XIX secolo. Anche Fiumicino 3 è un natante di tipo fluviale ma di dimensioni più piccole rispetto ai precedenti. Fiumicino 4, attrezzata in origine con una vela quadra, è invece un’imbarcazione adatta ad una navigazione marittima di cabotaggio oppure ad un’attività di pesca costiera. A quest’ultima attività era anche adibita la piccola “Barca del Pescatore” (Fiumicino 5) equipaggiata con un vivaio centrale per il trasporto del pesce. Il fondo dello scafo era, infatti, forato in corrispondenza del vivaio, in modo da permettere la circolazione interna dell’acqua e conservare cosí vivo il pescato.

All’interno del museo sono esposti anche numerosi oggetti legati alla vita e alle attrezzature di bordo nonché alle tipologie dei materiali che, trasportati via mare, giungevano al porto di Roma (anfore, marmi, ecc.).