Tempio di Portunus al Foro Boario

Tempio di Portunus

Il Tempio Rettangolare, tetrastilo e pseudo-periptero, di ordine ionico, è uno degli edifici più integri di Roma antica; è situato nella vasta Piazza della Bocca della Verità e rappresenta oggi un’importante testimonianza dell’architettura romana pressoché integra nella sua struttura.

La costruzione non si adegua ai canoni dell’arte greca, piuttosto mantiene le caratteristiche della cultura architettonica etrusca. Il tempio era inserito in una sorta di ambientazione scenografica della quale era parte integrante anche l’altro tempio che sorge nella stessa area, quello circolare, dedicato ad Ercole e si affiancava ai vicini complessi templare della Mater Natura e di San Nicola in Carcere.

A partire dall’epoca imperiale, con lo spostamento delle attrezzature commerciali e del porto verso sud, iniziò una lenta ma graduale trasformazione di tutta l’area, tanto che nel 1500 aveva assunto il carattere di zona suburbana.

Noto comunemente come tempio della Fortuna Virile, ma sicuramente ormai attribuito a Portunus data l’esatta posizione davanti al Ponte Emilio e al proseguimento della strada che conduceva al Foro Boario, sorge su un grande terrapieno dovuto alla realizzazione dei nuovi argini avvenuta all’inizio del II sec.a.C.

Collegato con il Portus Tiberinus, il porto commerciale della città che occupava l’area ove è il Palazzo dell’Anagrafe, il tempio è riferibile nella sua fase più antica al IV o al III sec. a.C. e venne probabilmente restaurato dopo il 70 a.C. Si erge su di un alto podio rivestito con lastre di travertino; le colonne del pronao e quelle degli angoli della cella sono in travertino con scanalature mentre le semicolonne, addossate ai muri esterni della cella, sono in tufo pur avendo base e capitello di travertino. Il muro della cella è in blocchi ben tagliati di tufo, saldamenti collegati con quelli in travertino delle semicolonne; sul fianco orientale la trabeazione è di restauro.

Per quanto riguarda la decorazione a stucco dell’esterno, che ricopre la struttura in blocchi realizzata con tufo e travertino, si può pensare ad una decorazione iniziale molto semplice (contemporanea alla costruzione del tempio) che fu poi seguita, presumibilmente tra il 117 ed il 193 d.C., da un’altra, più ricca, con una tipologia di fregio a tre soggetti molto rara in questo periodo.

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