Viadotto dell'Antica Via Ostiensis

Acilia, Viadotto dell'Antica Via Ostiensis, I sec. a.C.

La via Ostiense congiungeva Roma con Ostia lungo tracciato di circa 18 miglia, gli attuali 24 chilometri che separano Roma dal mare;  probabilmente fu progettata nel periodo delle guerre puniche quando si senti più forte la necessità di assicurare comunicazioni rapide tra la città ed il suo litorale con il porto militare. Dai dati di scavo si desume che venne realizzata tra la fine del III e gli inizi del II a.C..

La via correva ad una quota più alta, mediamente di circa 1,5 metri, rispetto al piano d calpestio della necropoli che la fiancheggiava. Le ricerche effettuate hanno dato modo di conoscere la struttura esterna, ed anche interna, della via. Questa è costituita da due poderose costruzioni laterali con filari di blocchi di tufo in forma parallelepipeda, provenienti dalle cave vicine di Vitinia e Tor di Valle.

Sui due lati della via si disponeva la necropoli composta da monumenti funerari e aree sepolcrali a cielo aperto, utilizzate sia per le incinerazioni sia per le inumazioni. L’insieme delle sepolture (di diversa tipologia e di diversa struttura muraria: opera reticolata, opera laterizia, opera listata) è databile presumibilmente, tra l’età augustea e quella traianea, senza apparente differenziazione nel rituale funerario. Le tombe del I secolo a.C. sono costituite soprattutto da recinti a cielo aperto in opera reticolata, all’interno delle quali erano le olle cinerarie, in genere interrate lungo i muri perimetrali. I recinti funerari erano addossati con il lato di fondo alla parete di sostruzione della via Ostiense e tutti con accesso sul lato corto, serviti da una viabilità parallela a quote inferiori. Sono presenti anche sepolture alla cappuccina e semplici deposizioni terragne.