via Nova

Via Nova viene comunemente definito il tracciato stradale che, quasi parallelo alla via Sacra, attraversa con andamento rettilineo la pendice NORD del Palatino. Si deve rilevare che mentre tutte le fonti  che parlano della Via Nova si datano ad età repubblicana ed augustea, la attuale strada basolata è riconducibile ad una sistemazione urbanistica di prima età imperiale, probabilmente neroniana. Infatti scavi recenti hanno accertato che la via basolata copriva fasi precedenti, precisamente una domus  di età tardo repubblicana.

Le costruzioni  che si  aprono sulla via Nova imperiale, presentano fasi che vanno dall’età flavia all’età severiana. Si tratta per lo più di botteghe e ambienti di servizio, ma anche di abitazioni a due piani che conservano resti di pitture e  lacerti di pavimenti in mosaico bianco-nero. La destinazione utilitaria di alcune delle costruzioni è attestata dalla presenza nei piani inferiori di vasche e banconi, certamente utilizzati per attività lavorative. Gli archi che attraversano la strada, databili ad età severiana, dovevano avere una funzione sostruttiva e di contrafforti dei piani superiori.

Le alte arcate a più piani che prospettano  sul Foro romano sono gli ambienti che l’imperatore Adriano realizzò, facendo avanzare fino alla via Nova il fronte della Domus  Tiberiana, con un risultato architettonicamente spettacolare. Il palazzo di Tiberio è la prima delle residenze imperiali concepita in maniera unitaria sul Palatino e per quanto i suoi resti su questo versante siano imponenti, essi costituivano solo il piano sostruttivo del Palazzo, al posto del quale oggi  restano gli Orti Farnesiani, costruiti alla metà del Cinquecento dal Cardinale Alessandro Farnese, nipote di Paolo III.

via Nova
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