La Villa della Farnesina

Affreschi della Villa della Farnesina, da Roma, via della Lungara, 30-20 a.C.

La Villa della Farnesina, sontuosa dimora di epoca augustea, fu riportata alla luce a Trastevere nel 1879, durante i lavori per la regolamentazione degli argini del Tevere. I resti della villa furono esplorati solo in parte e distrutti, ma l’elevata qualità delle decorazioni impose il recupero di affreschi, mosaici e stucchi, da allora conservati nel Museo Nazionale Romano.
Nell’allestimento museale a Palazzo Massimo le decorazioni asportate sono state ricomposte all’interno di stanze ricostruite nelle dimensioni originarie. Si è cercato di ricreare, per quanto possibile, la sequenza delle percezioni visive che si potevano avere in antico, percorrendo la lunga galleria del criptoportico fino al giardino, dove si affacciavano il triclinio invernale e due cubicoli dalle pareti rosso cinabro, per poi raggiungere, attraverso un altro corridoio, un terzo cubicolo.
Gli svariati richiami al mondo egiziano presenti nelle decorazioni della villa possono essere letti come una celebrazione della conquista dell’Egitto. Il proprietario della residenza sarebbe da riconoscersi, secondo accreditate ipotesi, proprio nel generale Marco Vipsanio Agrippa, artefice della vittoria ad Azio. Gli affreschi, esemplari della grande pittura di età imperiale a Roma, sono classificabili nella fase finale del secondo stile.