Niobide morente

Niobide morente

 La statua raffigura una giovane donna che, colpita a morte alle spalle da una freccia, cade in ginocchio tentando di estrarla. Vi si può identificare una delle figlie di Niobe, la mitica regina madre di sette figli che osò vantarsi di essere più prolifica di Latona e che per questo fu punita da Apollo e Artemide con l’uccisione dei suoi figli.

Secondo una recente e suggestiva ipotesi (E. La Rocca) la statua, un originale greco databile tra il 440 e il 430 a. C., faceva parte originariamente del gruppo frontonale del tempio di Apollo Daphnephoros ad Eretria. Trasferita a Roma in età augustea dal generale romano G. Sosio, fu posta a decorare uno dei lati del frontone del tempio di Apollo eretto a sue spese nel Circo Flaminio: il mito dei Niobidi infatti si prestava bene a sottolineare l’affinità tra il dio vendicatore Apollo e l’imperatore Augusto, vendicatore del padre adottivo Giulio Cesare e protettore di G. Sosio. La statua sarebbe stata successivamente trasportata negli Horti Sallustiani, forse come componente di un complesso decorativo all’aperto.