Porta Ostiense

Originariamente, Porta Ostiense non era lo sbocco della Via Ostiense ma del vicus portae Raudusculanae; la Porta Ostiense era infatti una posterla (piccola porta) situata circa 50 metri oltre la Piramide Cestia seguendo il lato occidentale delle mura; successivamente la posterla venne chiusa e la Via Ostiense incanalata verso l’attuale porta. Essa, infatti, fa parte del complesso delle Mura Aureliane, edificate dall’imperatore Aureliano nel 275 d.C. circa, costituite da quasi 19 km di mura intervallate da porte di diversa grandezza e importanza.In questa prima fase la Porta si presentava con due archi gemelli (al posto dell’attuale arco unico) con cortina in travertino e due torri di pianta semicircolare all’esterno.Con il restauro voluto da Massenzio si costruì una controporta a due archi unita alle torri da due pareti, formando così una corte interna dalla pianta a forma di ferro di cavallo e contemporaneamente si intraprese il rifoderamento delle torri e l’aggiunta di un secondo piano.

Tra il 403 ed il 404 d.C. gli Imperatori Arcadio e Onorio diedero vita ad un restauro ancora più imponente rafforzando l’intera cinta muraria in previsione di possibili invasioni barbariche. La porta esterna fu ridotta ad un unico arco d’ingresso, riutilizzando il materiale dei due archi preesistenti rifoderato di pietra bianca. Le torri furono dotate di un terzo piano.Nel corridoio soprastante il fornice d’ingresso fu creata una camera di manovra per la saracinesca sollevata dalle pulegge, sistemate su quattro mensoloni forati situati sulla parte superiore della parete.
Al piano superiore, le due torri, aventi funzione di corpo di guardia, sono collegate tramite un camminamento esterno.

In età bizantina alcune finestre furono trasformate in feritoie per rendere ancora più valida l’azione difensiva. Nella torre orientale vi sono tracce di affreschi, databili tra la fine del XIII e l’inizio del XIV sec., a testimonianza della probabile presenza, in età medievale, forse dall’XI sec., di una cappella detta “cella muroniana”, dove probabilmente si riuniva una comunità di monaci greci.

Successivi e più accurati restauri furono effettuati nel 1451 da Niccolò V e nel 1749 ad opera di Benedetto XIV.