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Problemi di conservazione ed interventi eseguiti

Condizioni prima dell’intervento del 2003-04

 

Le superfici conservate in questo ambiente sono state trattate per la prima ed ultima volta in occasione degli scavi diretti da Giacomo Boni (1900-02).

I segni più vistosi lasciati da questo intervento sono le bordature di cemento grigio scuro lungo il perimetro dei frammenti. Le bordature, applicate con lo scopo di assicurare la stabilità degli intonaci, insieme al cemento usato per stuccare numerose lacune, costituiscono un forte disturbo visivo.

È da notare che l’intervento del 1900-02 ha rinunciato a qualsiasi tipo di reintegrazione pittorica, come ritocchi o ridipinture.

Il confronto dello stato attuale con le fotografie storiche fatte più di 100 anni fa indica che, ad esclusione della parete nord, le condizioni dei dipinti e delle altre superfici appaiano pressoché inalterate. È presente un deposito superficiale grigiastro, costituito da una sottile incrostazione di gesso che ingloba particellato atmosferico.

Sui dipinti della parete nord, probabilmente soggetta in passato ad infiltrazioni d’acqua piovana dal finestrone, sono presenti ulteriori fenomeni di degrado dovuti all’azione di sali solubili, quali efflorescenze e veli bianchi. La pellicola pittorica è generalmente stabile, mentre gli intonaci presentano numerose ed estese mancanze di adesione.

Operazioni di restauro effettuate nel 2003-04

Consolidamento degli intonaci

Consolidamento degli intonaci dipinti e non mediante iniezioni di malta idraulica per ristabilire l’adesione tra i vari strati d’intonaco e tra essi e il supporto murario (nota: questo intervento è stato eseguito sistematicamente in tutto il monumento nel 2002-2003 durante la seconda fase del progetto).

Rimozione delle stuccature e delle bordature di cemento

Rimozione delle stuccature e delle bordature di cemento con l’ausilio di microtrapani, muniti di frese diamantate, e sostituzione con una malta di calce.

Pulitura delle superfici dipinte

Pulitura delle superfici dipinte e degli intonaci nella parte alta mediante agenti chimici in grado di sciogliere l’incrostazione gessosa e finitura a bisturi.

Tassello di pulitura nel velum della parete ovest

Tassello di pulitura nel velum della parte ovest. La rimozione del deposito grigiastro, costituito da una sottile incrostazione di gesso che fissa il particellato atmosferico, comporta un notevole recupero dei valori cromatici del dipinto.

Tassello di un’area non pulita che mette in evidenza il deposito grigiastro

Un'area non pulita documenta l’effetto della rimozione del deposito grigiastro nella nicchia della parete sud.

Particolare della parete ovest dopo la rimozione del cemento e la pulitura Particolare della parete ovest l’intervento di restauro Un particolare della parete ovest che fa vedere il dipinto dopo la rimozione del cemento e la pulitura (a sinistra) e dopo l’intervento (a destra), illustra l’effetto della reintegrazione pittorica. È stato scelto un intervento minimo che non mira ad una ricostruzione del colore mancante ma piuttosto ad un’attenuazione del disturbo visivo creato dalle lacune, mediante velatura con un colore neutro grigio-marronastro, che riprende il tono di patina presente in tutto l’ambiente. Il risultato di questo tipo di reintegrazione pittorica è comunque un netto miglioramento della leggibilità dei dipinti.