Gli scavi

Panoramica di uno scavo presso il nuovo mercato di Testaccio

Lo scavo del Nuovo Mercato Testaccio, un quadrilatero di circa un ettaro compreso tra le vie Galvani, Franklin, Ghiberti e Manuzio, iniziato nell’aprile 2005 e concluso nel novembre 2009, è partito dalla quota stradale di 15,00 metri s.l.m. e si è approfondito fino a raggiungere la quota di 9,00 metri ca. s.l.m. Ha restituito una stratigrafia ininterrotta dall’età primo imperiale (forse tardo repubblicana) alla età moderna. Si tratta di un intervento di archeologia preventiva realizzato in occasione della costruzione del nuovo mercato rionale di Testaccio.

I Risultati

Una fase primo imperiale (fine I a.C-fine I d.C.) ha messo in luce nel settore nordorientale dello scavo e poi in quello occidentale, un sistema di ambienti coperti e cortili scoperti serviti da viabilità di servizio che risultano peculiari per il materiale da costruzione utilizzato. Tutti i “muri” del sistema sono infatti realizzati con anfore svuotate e reimpiegate, impilate le une sulle altre. Allo stato attuale questo sistema di ambienti è stato identificato come un’ampia area di discariche per materiale edilizio di reimpiego costituito per la maggior parte da materiale anforario e laterizio.

La successiva fase di età medio imperiale (II-III d.C.) è caratterizzata nella porzione occidentale dello scavo dai livelli di costruzione di un edificio di forma trapezoidale, identificato come horreum, costituito da file di ambienti rettangolari prospettanti su un ampio piazzale porticato centrale ed in parte obliterato dalle moderne via B. Franklin, a ovest, e via A. Manuzio, a nord. Della struttura orrearia si conservano esclusivamente i livelli di costruzione.

L’horreum venne infatti interamente spoliato in età antica (fine III-inizi IV sec. d.C.) fino alle soglie del piano terreno. Nella parte orientale dello scavo si sono individuati i resti delle fondazioni di quello che è stato identificato come un edificio a pilastri, probabilmente coevo all’horreum e anch’esso completamente spoliato in età antica. Sul lato lungo orientale del complesso orreario è presente un corridoio la cui funzione è incerta.

La porzione meridionale del muro del corridoio, che si conserva in crollo in situ, restituisce un’immagine degli originali alzati del complesso medio-imperiale e testimonia le fasi di abbandono dell’area tra la fine del III e il V d.C.

Per quanto riguarda l’epoca medievale, le labili tracce conservate hanno fatto ipotizzare una frequentazione sporadica, piuttosto che una vera e propria occupazione dell’area indagata.

A partire dall’età rinascimentale, invece, le evidenze archeologiche testimoniano inequivocabilmente la vocazione agricola del territorio e il carattere rurale del paesaggio, che si conservarono fino a quando il Testaccio, alla fine dell’Ottocento, divenne un quartiere, seppure periferico, di Roma capitale.

Alla fase rinascimentale appartengono tracce di attività agricola, costituite da solchi paralleli, il vicolo della Serpe, noto dalla cartografia storica, che corre grosso modo in direzione nord-sud e i resti di un casale rinascimentale. Qui il percorso illustrerà il passaggio alla fase suburbana attraverso il confronto con la cartografia storica e descriverà in dettaglio le tecniche di realizzazione della strada e del casale.

Della fase contemporanea lo scavo ha restituito le fondazioni di alcuni edifici di edilizia popolare noti come “villinetti”, costruiti negli anni venti e demoliti alla fine degli anni 60, e i livelli di occupazione del campo sportivo dell’AS Roma . Essendo la parte meno conservata dello scavo si tenterà di riproporre ricostruzioni grafiche e fotografiche delle strutture di fondazione, fognarie e degli edifici moderni.